
Gli edifici storici di Calatabiano
Il comune di Calatabiano vanta
la presenza sul suo territorio di costruzioni storiche quali
il già citato Castello Arabo-Normanno (sec. IX), la Chiesa
del SS. Crocifisso (sec. XV), la Chiesa di Gesù e Maria
(sec. XVII), il Castello Baronale di S. Marco (sec. XVII), la
Statua di S. Caterina.
Itinerario storico-culturale
Visitare Calatabiano significa ammirare un ricco patrimonio storico-culturale risalente
ad epoche differenti, ognuna delle quali ha lasciato testimonianze
di elevato valore.
Castello Arabo Normanno
Maestoso a dominare la vallata su cui giace l'attuale centro
urbano di Calatabiano, si erge il castello, circondato dai
resti delle possenti mura di cinta e dell'antico borgo. Ad
esso vi si accede attraverso una bellissima strada a gradoni
in pietra che si sviluppa ad andamento sinuoso nella campagna
di ficodindia, mandorli e ulivi, e che nei giorni della festa
(il sabato antecedente la terza domenica di maggio) del Santo
Protettore di Calatabiano, San Filippo Siriaco, viene percorsa
vertiginosamente dai fedeli con il fercolo del santo a spalla.
La fortezza sembra avere una origine araba come dimostrerebbe
il suo nome Kaalat-bian (castello di Biano, suo probabile amministratore
e signore). Successivamente rimaneggiato dai Normanni come dimostrano
gli avanzi della parte superiore, il Castello appartenne ai conti
Pagano e Gualtiero Parisi di Avellino. Migliore difensive furono
apportate dal successivo dominio degli Svevi e Aragonesi. Particolare
splendore assunse nel periodo di dominio della famiglia dei Cruyllas
e dei Palagonia fino ad essere gravemente colpito dal terribile
terremoto del 1693 e a cadere progressivamente in rovina. Sulle
mura di difesa sono ancora evidenti le saettiere e alcuni tratti
di merlatura, mentre di grande interesse architettonico sono:
il portale d'ingresso al maniero, costituito da un arco a sesto
acuto in conci lavici e pietra arenaria sormontato da beccatelli
reggenti, e il salone dei Crujllas, situato al centro del cortile
e dal cui interno è possibile ammirare un bellissimo scorcio
della valle del fiume Alcantara. Esso è diviso simmetricamente
da uno stupefacente arco in pietra lavica il cui concio in chiave
porta le insegne dei Crujllas, riprese poi nell'attuale stemma
del comune di Calatabiano.

Chiesa di Gesù e
Maria (sec. XVII)
Chiesa ad una navata, a pianta rettangolare in stile barocco
(sec.XVII), aperta al culto nel 1697.
La facciata è in muratura e pietra bianca con un'artistica
torre campanaria che si erge su tre dadi. Il portale d'ingresso è
in pietra lavica e al suo interno essa è decorata con
stucchi e coperta con volte a botte.
Nelle pareti laterali vi sono
quattro altarini in marmo policromo elevati su gradini in pietra
di Taormina. Tre altarini sono abbelliti da tele della metà
del Seicento raffiguranti la "Madonna della Lettera", "l'Immacolata"
e la "Madonna degli Angeli con San Francesco".
Il tabernacolo è in legno scolpito, decorato in oro zecchino.
Chiesa del SS. Crocifisso (sec. XV)
Essa si incontra salendo al castello e presenta una struttura
in muratura ed un sontuoso campanile a merli. Nella facciata
principale, sul bel portale ogivale d'ingresso, si trovano
le insegne dei Crujllas, probabili fondatori della chiesa.
Nell'elegante fregio che sovrasta l'ogiva è possibile
riconoscere la data della sua ricostruzione (1484), insieme
al nome dell'Arcivescovo Eufemio, probabile promotore dell'opera.
Alla stessa epoca appartengono, un altro pregevole portale
sul lato destro della chiesa con i resti un antico portico.
Al suo interno si può notare un dipinto di madonna con
bambino e la statua del santo protettore San Filippo Siriaco,
collocata in una nicchia, per il quale ogni anno, il sabato
precedente la terza domenica di maggio ha luogo la caratteristica "calata" di
San Filippo.
Castello San Marco
L'edificio è conosciuto come Castello di San Marco anche
se ciò che si vede attualmente, che
è solo una parte di un più vasto complesso di edifici
in gran parte perduti, costruito ex novo alla fine del sec. XVII,
non ha nulla a che vedere con un castello medievale di San Marco
al quale accennano alcuni storici locali.Neanche la chiesa del
complesso può essere identificata con quella medievale,
dedicata a San Marco, che doveva esistere nelle vicinanze e che
ha dato il nome alla contrada quasi certamente distrutta durante
le incursioni dei Turchi nel sec. XVI .
Ignazio Sebastiano Gravina, continuando con più energie
quanto era stato intrapreso dal padre, procede nell'opera di
riorganizzazione dell'economia del feudo e delle sue infrastrutture.
Ed è nell'ambito di questo programma che nel 1689 intraprende
la costruzione di un fondaco e di una nuova residenza nella spiaggia
di Calatabiano dove esiste una sorgente d'acqua dalla quale deriva
la denominazione data alla contrada "dell'Acquicella". Continua...
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